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Terrore a episodi

7 ottobre 2011

Molti anni fa la cinematografia orrorifica trovò nuova linfa vitale in un genere che al giorno d’oggi é praticamente scomparso:il film a episodi.Si trattava di realizzare un lungometraggio in cui un personaggio faceva da filo conduttore per narrare diverse storie,una per ogni personaggio coinvolto nel film,sorte di cortometraggi che poi diventavano l’opera principale.

Esempi sublimi di questo tipo di narrazione filmica sono “Le cinque chiavi del terrore” e “Il giardino delle torture”.

Il primo fu prodotto nel 1965 e narra di cinque persone in viaggio su un treno.Nello stesso scompartimento dei viaggiatori si trova il Dottor Shock,interpretato dal mitico Peter Cushing,che prevede ad ognuno di loro il futuro attraverso i tarocchi.L’escamotage narrativo é semplice e di grande efficacia:ad uno ad uno i protagonisti chiedono di avere lette le carte del destino e vediamo in un flashback futuro la risposta degli arcani.Per tutti e cinque la carta finale é sempre la stessa:la morte.

Due curiosità di questo film:quando sale Cristopher Lee,serissimo e tenebroso,gi altri pronunciano la battuta:”Hey,é arrivato Dracula!”.La seconda é che nello stesso scompartimento siedono l’immenso Lee e Peter Cushing uno in fianco all’altro,guardandosi con antipatia.Van Helsing e il Conte si ritrovano appiccicati fuori dai loro ruoli ordinari e sempre nemici.

La seconda pellicola esce nel 1967,sempre diretta da Freddie Francis come “Le cinque chiavi del terrore”.Il genere e’ molto in voga in quel periodo.

Qui troviamo cinque persone a zonzo in un luna park che entrano nello stand del dottor Diablo.Il bizzarro giostraio invita i suoi ospiti a fissare intensamente le forbici di una statua raffigurante una parca che svelerà ad ognuno il proprio destino.Come nel film precedente,uno ad uno vengono invitati ad essere interrogati dalla statua e viene loro svelato un futuro terrificante e soprannaturale,proprio come nell’opera precedentemente menzionata.Nel finale si scoprirà la vera identità del dottor Diablo.In quest’opera Peter Cushing interpreta la parte di un collezionista ultafeticista del grande Edgar Allan Poe.

Molte furono le pellicole prodotte in quel periodo realizzate con questo impianto narrativo e nel giro di cinque anni la sovraproduzione di questo stilema inondò i cinema portando all’esaurimento del genere.

Ci fu una sorta di ripescaggio,o meglio,di tributo a questa stagione d’oro delll’horor.Due esempi famosissimi degli anni ’80 sono “Creepshow”(Il primo ed il 2) e “Due occhi diabolici”.”Creepshow” nacque come tributo a questi film,agli spettacoli notturni dei cinema anni ’60 e ’70(dove si andava a notte fonda a vedere due film a pochi dollari,magari anche scalcinatissimi)e soprattuto per celebrare i famosi fumetti “Tales from the crypt”che negli anni ’50 inquietavano non poco le notti dei ragazzini che li leggevano e i loro genitori WASP,preoccupati per la poca moralità presente in essi.

“Due occhi diabolici” contiene invece due classici di Edgar Allan Poe rivisitati da George Romero e Dario Argento.

Sarà il fascino del Technicolor,la presenza di attori bravissimi nelle loro parti,sarà che le scenografie interamente costruite negli studios sono di grande impatto….sarà anche altro,ma il terrore a episodi de “Le cinque chiavi del terrore” e “Il giardino delle torture” va assolutamente assaporato dagli occhi.

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