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Un disastro ambientale a poco prezzo

1 novembre 2011

Disastro Nuova Zelanda

Quanto vale il danno procurato da 1700 tonnellate di cherosene rovesciato in mare? E la morte di oltre 1000 uccelli? E la distruzione di un ecosistema che ospitava (ora non più e chissà per quanto tempo) balene, pinguini e delfini? A quanto pare, per saldare tutto questo danno, bastano 5000 euro. Esatto, per il peggior disastro ambientale della Nuova Zelanda bastano quei pochi soldi di multa. La storia è molto semplice, la nave cargo Rena all’inizio di Ottobre si è incagliata contro la barriera corallina al largo di Tauranga, si è inclinata e oltre a perdere diversi container, ha riversato nell’oceano tutto il cherosene che aveva a bordo. La cosa assurda è che tutto questo è successo perché, a quanto pare, c’era una festa di compleanno a bordo e il comandante, ora agli arresti domiciliari, ha lasciato il timone non curante della direzione che stava seguendo. Per ora a pagare quella cifra ridicola sarà solamente il comandante se verrà riconosciuto colpevole. L’armatore ha inviato un messaggio di scuse al governo neozelandese impegnandosi a portare a termine un’inchiesta interna (come no…) nel minor tempo possibile; intanto tutti i membri dell’equipaggio che potevano sapere qualcosa, tutti filippini, sembrano spariti nel nulla, tutti tornati al loro paese. Insomma ottime premesse per insabbiare tutto e magari intascare i soldi dell’assicurazione se non verrà dimostrata la piena negligenza del comandante…

Conseguenze

Conseguenze

Insomma dopo il disastro della BP nel golfo del Messico (dopo il quale il buon Obama ha autorizzato comunque la costruzione di altre piattaforme..) è toccato alla Nuova Zelanda e il messaggio mi sembra chiarissimo: interessi economici prima di tutto, il mondo è di chi è più ricco e poco importa se a farne le spese sono innocenti animali o splendidi ecosistemi.

Ovviamente i due disastri non sono completamente paragonabili. Per la BP non si è capito bene come sia successo, c’erano dietro legami economici tra Usa e Inghilterra, e non se ne è più parlato sui giornali. Mentre per la Nuova Zelanda sembra solo una questione di negligenza, ma io personalmente tendo a non fidarmi troppo delle persone in queste occasioni e comunque trovo allucinante la misera multa rispetto al danno provocato. Deve essermi rimasta della miscela per la vespa in box dall’ultima volta che l’ho usata, non mi serve, quasi quasi la butto nell’adriatico…

Simbolo della BP con il nome di Obama

Per finire questo post mi piaceva citare un’altra piccola notizia legata ad un bellissimo cane beagle di nome Daniel. Nel canile di Florence in Alabama hanno l’insana  abitudine di sopprimere i cani di troppo (perché gli animali sono sempre di troppo, ovviamente..) con il gas. Allestiscono delle vere e proprie camere a gas per cani. Questa volta è toccato a 18 cani. Sono rimasti più di 15 minuti all’interno e quando l’inserviente ha aperto per sgomberare i cadaveri si è visto arrivare in contro Daniel scodinzolando. Questo cagnolino ha resistito, non si capisce come, al gas nocivo, un vero miracolo. Daniel ora è diventato testimonial della campagna contro gassazione.

Daniel

Nonostante la scellerate attività umane gli animali, le piante e la natura resistono, vivono e alcune volte si ribellano e ci dimostrano quanto siamo piccoli al confronto.

Un Commento Lascia un →
  1. ghironding permalink*
    2 novembre 2011 12:37

    PEOPLE=SHIT,diceva una band,ma non ricordo più chi siano…

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