Il meglio di 90° minuto-Marco Giusti
Mi giunge la triste notizia che la Rai voglia chiudere “90° minuto” per mancanza di budget.Consiglio a tutti di leggere questo libro scritto da Marco Giusti con annesso dvd della durata di 90 minuti(appunto),collage di spezzoni tratti dalla storica trasmissione sportiva.
“90° minuto” fu una rivoluzione televisiva e di costume,quando per vedere il calcio bisognava recarsi direttamente allo stadio nei distinti,mica starsene in poltrona a guardare Sky in hd e scegliendo coi tastini colorati del telecomando la videocamera migliore o il replay di pochi secondi prima.Il libro ripercorre la genesi e la storia del programma,ne analizza l’impatto a livello sociale e storico nella televisione,spiega come la realizzazione tecnica veniva effettuata in mezzo a mille difficoltà.
Ci sono le interviste agli inviati entrati nella storia e nella memoria collettiva di tutti(chi non sa chi siano Tonino Carino da Ascoli o Luigi Necco?),si ricorda il mitico conduttore Paolo Valenti e chi portò per la prima volta dopo pochi minuti dalla fine delle partite il calcio nelle case di tutti gli italiani che fino ad allora dovevano accontentarsi di seguire i propri eroi alle radioline di “Tutto il calcio minuto per minuto” o attendere “La domenica sportiva” per vedere qualche immagine.
La mitica sigla,anche quella,con la sua musica e lo stadio che si riempiva velocissimamente di persone.Un tempo in cui si attendeva novantesimo,ma anche la “Domenica Sprint” e la “Sintesi” del big match domenicale sulla Rai.
Erano i tempi in cui approdavano i primi stranieri in Italia,attesi con foga e rivelatisi molte volte dei clamorosi bidoni ma entrati nella memoria collettiva sportiva di tutti proprio grazie al fatto di essere delle clamorose sole.Tempi in cui finivi l’album Panini con gli scambi,quando ti mancavano Mario Been del Pisa o Nello Cusin e sapevi a malapena che faccia avessero.
Dopo aver chiuso “L’almanacco del giorno dopo”,”L’intervallo” e tanto altro la Rai metterebbe una pietra sopra “Novantesimo minuto” per la mancanza di budget.Meno male che i soldi vanno a “L’isola dei famosi” e affini.Con tanti saluti a noi,mi si passi il termine,coglioni nostalgici.











