Ho letto tutta la letteratura che tratta della malinconia…

Ho letto tutta la letteratura che tratta della malinconia. Ho scaricato da internet le ballate più lacrimogene e ho telefonato agli autori. Ho esaminato la storia degli omicidi commessi in Finlandia. Ho visitato il museo dei crimini, ho toccato con mano la bilancia della giustizia. Sono rimasto in piedi sei ore sotto un acquazzone a esaminare le facce dei passanti. Sono andato a una riunione degli alcolisti anonimi travestito da palma d’appartamento. Ho fatto tutto questo per capire quale cavolo di problema assilla questo popolo, e perché ai primi posti della hit-parade ci sono sempre delle canzoni che cominciano con “quando sei andata via”. L’indagine continua.

(Kari Hotakainen)

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Precatio

Magne Deus, si te moriens tacito ore vocavit

cum circum fierent omnia muta pater,

et si te extrema quaesivit mater in umbra

parva prole oculos iam fugiente vagos,

hos animos placida tandem solare quiete:

huc patrem et matrem nunc sine ferre pedem.

Nil opus immitis violari iura sepulcri:

umbrae concedant huc vel uterque leves.

Aegra vel adloquiis tacitis haec corda leventur:

audiat et matris verba patrisque soror.

 

[Preghiera. O grande Iddio, se mio padre in punto di morte ti ha invocato in silenzio, quando ogni cosa intorno a lui diventava muta, e se mia madre ti ha cercato nei suoi ultimi momenti di vita, quando ormai il suo sguardo vagante faticava a distinguere i suoi figlioletti, consola queste nostre anime con un po’ di pace e di tranquillità: fa che mio padre e mia madre ritornino. Non chiediamo che siano violate le crudeli leggi della morte: chiediamo che ritornino le loro ombre leggere. Questi nostri cuori sofferenti possono essere consolati anche da parole silenziose: possa mia sorella riascoltare la voce della madre e del padre.]

(Giovanni Pascoli)

Hubo una vez un territorio puro

Hubo una vez un territorio puro.
Árboles y terrones sin rúbricas ni alambres.
Hubo una vez un territorio sin tacha.
Hace ya muchos años. Más allá de los padres de los padres
las llanuras jugaban a galopes de búfalos.
Las costas infinitas jugaban a las perlas.
Las rocas desceñían su vientre de diamantes.
Y las lomas jugaban a cabras y gacelas…

Por los claros del bosque la brisa regresaba
cargada de insolencias de ciervos y abedules
que henchían de simiente los poros de la tarde.
Y era una tierra pura poblada de sorpresas.
Donde un terrón tocaba la semilla
precipitaba un bosque de dulzura fragante.
Le acometía a veces un frenesí de polen
que exprimía los álamos, los pinos, los abetos,
y enfrascaba en racimos la noche y los paisajes.
Y eran minas y bosques y praderas
cundidos de arroyuelos y nubes y animales.

 

[Fu una volta una terra pura
alberi e zolle senza proprietà o recinti.
Fu una volta una terra senza macchia.
Molti anni, che fu. Oltre i padri dei padri
le pianure risuonavano di bufali al galoppo.
Le coste infinite abbondavano di perle.
Le rocce partorivano diamanti dal loro grembo.
E le colline le calpestavano capre e gazzelle…

Per le radure il vento tornava
carico delle intemperanze dei cervi, e le betulle
spargevano seme sui pori della sera.
Una terra, era, pura – popolata di sorprese.
Dove una zolla toccava il seme
foresta scatenava di aromatica dolcezza.
L’assaliva a volte una frenesia di pollini
che spremeva cipressi, pini, abeti
e intrappolava in grappoli la notte e i paesaggi.
Ed erano miniere e boschi e praterie
propagati di rivoli e nuvole e animali.]

(Pedro Mir)
Traduzione di Antiniska Pozzi

 

Mir per interno

Una poesia di Roberto Roversi

La dogana: “Niente da dichiarare?”.

“No, niente. Solo trecentodue pensieri

misteriosi

e personali”.

Investigarono bene

poi lo multarono

per tentativo di esportazione clandestina.

“I pensieri

-dissero i doganieri-

sono una merce fina.

Non possiamo chiudere un occhio”.

Poi si accorsero che sopra un ginocchio

con inchiostro rosso

s’era ricopiata una poesia di Trakl.

Fu lasciato passare

perché la poesia non è una cosa seria

non fa male

soprattutto non è pericolosa

neanche per i bambini.

La poesia è una rosa

lo diceva anche Fortini.

 

(Roberto Roversi)

RoversiWax

La poesia

La poesia non abita più qui

non c’è poesia dove vivi

 

nelle case e nelle strade

dove ti disperavi

oppresso da inutili rimorsi

da infingardi progetti

subito abbandonati.

 

La poesia è da altre parti

fugge il presente scortese

e l’uggioso futuro.

 

(Attilio Lolini)

Viottoli

Viottoli:

la mia vallata è bellissima

Come un sedicenne la guardo

No, a quell’età non la vidi di certo così

Stavo lì, a lei sordo

Talora, è vero, facevamo i viottoli

e ora una strada la taglia

sta tutta di là

ma la mattina prestissimo

che parlano solo le luci

uscendo di casa

per camminare

la trovo bellissima

innamorato di vent’anni

No, neanche così

A quell’età non ebbi

un amore tanto corrisposto

 

(Adelelmo Ruggieri)

Savasti Sterpi

Elezioni, uomini, partiti,

futuri fatti, presenti promesse.

Presto i giorni, la pioggia,

il tempo di vento

ingiallano i caratteri.

Uno strappo, la carta decrepita.

Galleggia nella percezione

un nome, due nomi,

il resto uguale, diversi colori.

Savasti e Sterpi forse siedono

in consiglio, hanno certo

ringraziato gli elettori.

 

Un ragazzo gioca,

il pallone rimbalza di nuovo,

segna una pagina del rito

celebrato in piazza.

 

(Romano Billet)

da “Non date le parole ai porci” di Cesare Viviani

Se ai ragazzi che crescono i genitori, gli insegnanti, i maestri di vita, invece che insegnare i tanti significati che costituiscono il senso della vita, insegnassero che la vita non ha senso, cosa accadrebbe? Forse accadrebbe che la maggior parte dei giovani si toglierebbe la vita prima dei trent’anni? O forse accadrebbe che, non più attaccati ai propri significati con i quali difendersi e aggredire, imparerebbero un nuovo modo di stare al mondo, non più generatori o trasmettitori di illusioni, ma invece più attenti alla propria e altrui umanità, alla comune verità, non più portatori di una sorte particolare, ma uniti dal medesimo destino?

9788870189346

Terra

Alle sei del mattino, quando premi

il pulsante del pianterreno

mentre la testa, già stanca,

continua il suo sogno, sai bene

che per avere fatto quello

che andava fatto, né qui

né in qualche paradiso ci sono premi.

 

Ma in basso, quando si aprono

le porte dell’ascensore,

ecco le cose là fuori, belle e pure

dentro la prima luce. Le cose

vanno fatte per bene. Le cose stanno

come stanno, e questo a te sembra amore.

 

Ti segue lo sguardo buono

di un muro cieco o di un cavalcavia

mentre cammini. È questo il tuo castigo

e il tuo premio e la tua sola compagnia.

 

(Umberto Fiori)

esempi Fiori