Confidenza con la notte

Io sono uno che ha confidenza con la notte.

Ho fatto nella pioggia la strada avanti e indietro.

Ho oltrepassato l’ultima luce della città.

 

Sono andato a frugare giù nel vicolo più tetro.

Ho incontrato la guardia nel suo giro

Ed ho abbassato gli occhi, per non spiegare.

 

Io ho trattenuto il passo e il mio respiro

Quando da molto lontano un grido strozzato

Giungeva oltre le case da un’altra strada,

 

Ma non per richiamarmi o dirmi un commiato;

E ancora più lontano, a un’incredibile altezza,

Sullo sfondo del cielo un orologio illuminato

 

Proclamava che il tempo non era giusto, né errato.

Io sono uno che ha confidenza con la notte.

(Robert Frost)

giudici x wax lpsla

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La poesia nasce dalla felicità…

… la poesia nasce dalla felicità, che sempre s’accompagna alla meraviglia. Felicità della quale il poeta sente in modo acutissimo la fragile, precaria natura; ed è per questo che egli s’affretta a fermarla, a tentare di fermarla, descrivendola.

In tre libri di poesie, pubblicati a diciassette ventidue e trentanove anni, non ho fatto che parlare pressapoco delle stesse cose, gaggìe ragazze bambini autunni della dolce pianura vicino a Parma. Ci si stupirà, dopo quanto ho detto, che mi sia potuto meravigliare di cose tanto comuni, che abbia continuato a farlo per un tempo così lungo, e che ancora non sia stanco.

Il fatto è che le cose non sono mai le stesse, perché il tempo se le porta via come un fiume, il tempo cioè la morte. E in fondo l’argomento vero di tutte le poesie che ho scritto non sono le gaggìe (o acacie selvatiche, una pianta che si trova un po’ dovunque, ma da noi non ci sono pini né cipressi, e allora sembrano più belle) e il resto, ma è il tempo, la morte. Della quale pure non è possibile non meravigliarsi a tutte le ore, i minuti del giorno e della notte.

Dunque il poeta si meraviglia della bellezza delle cose, e si meraviglia del tempo che passa e le trasforma, della morte che le distrugge, e vorrebbe salvarle tutte.

Mi accontenterei d’aver salvato le gaggìe intorno a casa, e poco altro.

(Attilio Bertolucci)

In via California

In via California

presso il fiume Lambro

radunavamo parole;

ritagliavano un cielo rotondo

le rondini

creando con le code

sezioni di aria

 

Scorreva il Lambro

incurante

adolescente

con una presunzione quasi

texana

dalle montagne

fino a Milano

fino al suo mare

fino ai suoi confini

 

miracolosi.

(Eloisa Guarracino)

Stelle? Ma sì, stelle…

Stelle? Ma sì, stelle,

o anche solo stelline, un pulviscolo

di piccole luci, e i bagliori dell’acqua, pullulanti,

o con nomi diversi: occhiali, lampioncini,

braci di sigarette, futuri inesplosi. I giornali

non ne daranno mai notizia, ma i giornali a brandelli,

i cappelli di carta di giornale, le rotative in frantumi:

stelle, stelle anche loro, cadenti o cadute, stelle caduche,

e i gesti, e i giorni, è tutta una vallata a illuminarsi

di tempo stellare, di speranze,

di brividi e dolori, di risate, un mondo ancora bambino

che gioca con le vocali e coi destini, che tagliuzza

cravatte, getta sassi nell’acqua, fa le smorfie,

osa, sbaglia, si ferma, cade, muore.

(Fabio Pusterla)

Cartolaria 1991

Fantasia e giudizio

Perché ogni composizione sia ridotta alla perfezion sua non è meno necessario lo ingegno che la dottrina, ci ha da concorrere ugualmente la vivacità della fantasia e la posatezza del giudizio; grazie che a pochi il cielo destina. Senza quel felice impasto di contrari, senza quella discordante concordia, quel contrappunto di qualità, nulla non si vede mai riuscir d’armonico o d’intero nelle buone arti. Lo stesso è della Natura. E di ciò si raggira d’intorno a noi il più magnifico esempio nella sua più grande opera, nella fabbrica dell’universo. Se non ci fosse nel sistema planetario che la sola forza tangenziale o centrifuga, sarebbe già ito ogni cosa per la immensità dello spazio scompaginato e disciolto. E in picciolissima massa per lo contrario sarebbensi tutte le cose ridotte se ci fosse soltanto la forza attrattiva o centripeta. Dove dal combattimento di tutte e due, temperate debitamente insieme, girano i pianeti facendo corona al sole, si equilibra tutto il sistema intorno a un comune centro di gravità e ne risulta quell’ordine maraviglioso e quella vera armonia che nelle celesti sfere e nell’universo sanno scorger coloro che hanno gli occhi armati di geometria.

(Francesco Algarotti)

Cane

Un cane è un essere umano tanto quanto noi altri

Un cane è uno con un osso in bocca

Un cane sa scodinzolare come facciamo noi

Guarda quel cane che fa pipì sul cespuglio

Quel cane è passato a un altro cane

Un cane può amare più di un cane

Un cane in gonnella è pronto a ballare

Un cane si chiama con dei nomi che un uomo non può sapere

Un cane quando cade un cappello si sente solo

Un cane lotta con l’infinito

Il vuoto di un cane è pienezza altrove

Vieni qui, mio cane, amore mio, e siediti con me

Quando il mio cane mi guarda, cado in ginocchio

Piango quando il mio cane abbaia ordini

Se il mio cane mi ama, sono felice

Un cane è l’incubo dei barbieri

Un cane è un testimone silenzioso

Se una cameriera bacia un cane, vuol dire che è di larghe vedute

Quando il capo è un cane, tutti camminano con sussiego

Quando un cane vuole sesso, tutti urlano muovendosi scompostamente

A volte una gamba basta a un cane

Conosco un cane per il quale la Cina non è niente

Conosco un cane le cui zampe sono mani

Un cane è più intelligente di quanto non si possa immaginare

Un cane non va in ufficio

Un cane lecca la mano che lo nutre

(Mark Strand)

Strand

Non ho memoria di tutte le volte che ho pianto…

Non ho memoria

di tutte le volte che ho pianto

quando ero bambina

nata da un nulla

avrò pianto di fame

o di mancato amore

che le madri non sempre sanno

come darlo

avrò dormito male in culle scomode

rigettato un latte che non era buono

avrò pianto e pianto

e non me lo ricordo

mi ricordo solo

i nodi delle tue mani

mani belle e incapaci

di pensare

mi ricordo i tuoi baffi

sul punto di imbianchire

mi ricordo la camminata alla John Wayne

per le vie di una città che aveva il colore

di certe foto anni Settanta

me lo ricordo e pensare

che non c’ero, al mondo

 

(Antiniska Pozzi)

“Amavo (una volta) un comunista” ha vinto la prima edizione del Premio Beppe Salvia.

http://www.lietocolle.com/negozio/Amavo-una-volta-un-comunista—Antiniska-Pozzi-p112519730

https://www.facebook.com/lapoesiasalvalanima/?__tn__=kC-R&eid=ARAFNfGtkiNZcImTHSJPwaA7wGFxGxw8x-CTO_4taybK11rka5-E5p7KTKRTcvKvxi6fQcINNF1Gz1a8&hc_ref=ARQ5KU5z_Aj3_YS1VGJ_pXl24cDWXMj7Yi5f5wlJXKw95aeafRYMhKjT1vWSxOPigwg&fref=nf&__xts__%5B0%5D=68.ARD8iUJw3I5XCtDxXpDN6rFG6PRmDetqOIyj3gFog_o8AtDQtFum_1yxVmeaqZLybUHEwjZ6z7Pqmdri8IK0PLZuh5NbUVoZQx9cE4ugWJXUlNo43K3U5q-j67hey9eKoX-gTVEYE_OxyfoKKutbPz5aUJ4PRwgH_DBn3XR0azx6hnTM18stGEZ-japGckbwP8Y69viUsZhQuo9N11hi0_QGMliJIXhNjHpNn8YI