Edward Hopper e i tormenti della moglie

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A pochi giorni dall’apertura della prima mostra italiana di Edward Hopper a Milano, si comincia a parlarne; ne parlano i quotidiani ed escono libri sulle sue opere e sulla sua vita artistica. Ma mentre reperire informazioni sulle opere è molto semplice, non lo è invece reperirne riguardo la sua vita privata.
A novembre uscirà in libreria “Edward Hopper. Biografia intima” di Gail Levin, la cui caratteristica è quella di raccontare la vita di Hopper attraverso i diari della moglie Josephine Nivison detta Jo. Capire l’uomo per capire la sua arte.
Il ritratto che ne viene fuori è quello di un uomo insicuro, solitario, ossessionato dalla riservatezza, irascibile e anche manesco. Figlio di un padre fallito negli affari e di una madre iper-apprensiva, è incapace di credere al suo talento. Nei rapporti umani è un disastro, era “timido come uno scolaretto inglese”.
Fu sempre restio a rilasciare interviste e si arrabbiò moltissimo quando il Times nel ’56 gli dedicò la copertina. Questa riservatezza era protetta anche dalla moglie Jo, sempre attenta a limitare le possibili critiche esterne. Ma questa situazione la spinse a scrivere un diario in cui sfogare le proprie frustrazioni e quelle del marito spesso in crisi di ispirazione.

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Jo è un’artista, una donna colta e dall’aspetto minuto, a 40 anni conobbe Edward che ne aveva uno di più e da quel momento diventerà la sua musa e prima sostenitrice. Non ebbero mai figli e fu un bene a quanto sostiene lei ( “..sarebbe stato orribile se ne avessimo avuti.”) e lei riversò molte attenzioni sui gatti ma Edward non li sopportava a causa della sua incredibile gelosia; e così lei si divide tra il suo studio dove vive il gatto e la casa coniugale. Jo abbandonerà la pittura per dedicarsi alle faccende domestiche ma lo rimpiangerà per il resto della vita.
Jo e Edward sono totalmente all’opposto, lui ama la natura e la solitudine mentre lei ama stare in mezzo alla gente. Jo vorrebbe dipingere ma lui la obbliga a posare come modella, spesso nuda o in abbigliamento che lei non apprezza; lei lamenta anche una scarsa sintonia sessuale e infatti racconta di come Edward si lamenti della sua troppa passionalità. Hanno pochissimi amici e con il passare degli anni l’autostima di lui crolla sempre di più e, nonostante il successo delle sue opere, subentra la paura di non essere ricordato una volta morto. Edward era anche molto irascibile e il più delle volte le liti più furiose avvenivano di fronte ad altre persone, o addirittura in mezzo alla strada a causa della volontà di lui di impedirle di guidare la loro macchina.

Dopo venticinque anni di matrimonio, Jo con molta ironia gli scrisse un biglietto  ” meritiamo la croix de guerre, una medaglia per esserci distinti nella battaglia”.

P.S.

Alla mostra NON saranno presenti alcune delle opere più importanti quali i Fari, Il Distributore di benzina o I Nottambuli.

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Un pensiero su “Edward Hopper e i tormenti della moglie

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    They will want to eat less and thus decrease the amount they
    consume.

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