Da dove nasce “Sepolti in casa”

“Sepolti in casa” é una trasmissione televisiva trasmessa da Real Time che mostra le case delle persone malate di accumulo compulsivo. Questa patologia porta chi ne é affetto ad accumulare qualsiasi oggetto,utile o inutile,stipando tutto in casa e rendendo l’ambiente domestico invivibile. Questo tipo di comportamento crea grandi danni e rischi per le persone:ogni volta che ci si sposta qualcosa rischia di crollare addosso o si inciampa,in caso di incendio non esiste una via di fuga,non sono rare le infestazioni di scarafaggi,topi o muffe pericolose e le case di queste persone il più delle volte diventano completamente invivibili. Per chi segue il programma questa spiegazione non servirà in quanto ha già potuto osservare gli effetti nefasti della malattia. Per chi non lo segue,invece,é difficile immaginare finché non lo si vede fino a che punto può spingersi questo comportamento.

Dovete sapere che clinicamente ciò che viene presentato come accumulo patologico é definito disposofobia e non é riconosciuta come malattia a sé stante ma Continua a leggere…

A mt’tur

Scttat’ stacvn’

ch’ sop’ a l’ scalun’ e l’ ballatur’

paranz’ di mt’tur!        

Com’ taghiavn l’ fauc’ a cor d’ caud!

Nda chidd cugn d’gran

s’ mnavn l’ man!

S’ addvacavn’ l’ cucm nda land

e pur u iascaridd’ au frscch;

u patrun’, sott’ a cers, 

s’ facv’ nsch nsch!

 

Cl conl chien d gregn

retn d’ vesti’ sciut vnut:

l’ vrredd’ sa na frnut’!

 

Punnv’ u sol

e u vind s’auzav’;

atturn’ a psatur’ a vesti girav’;

ogne tand’ s’ frmav’

e u scrusciacchi camnav’!                   

“Men’ Pacchion’, men’!

Ca stai facenn u scur!  

Ch’ sa paionch ca tin   

non n’ gred ca frnm

sta psatur!”Continua a leggere…

Lucciole

                                                    Mehr Licht, mehr Licht!

                                                                Goethe, morente

 

 

La luce, che cos’è? Rispondo ricordando

quando alla stazione del metrò di Lanza

eri discesa dall’auto sorridendo

tu col tuo amico e all’improvviso

tutto era apparso vuoto, un po’ più scuro,

grigia fuori Milano oltre i cristalli

impolverati. Ed ecco ti allontani

sotto l’ombra dei tigli nel viale.

Fossi tornato in quel luogo a tarda sera

avrei visto ancora lucciole fra i rami

segnalare abbagliate il tuo passaggio.

Ho conservato solo l’oro del tuo sguardo

come antidoto alla vita che mi aggrava

e luce, ancor più luce, da te attendo.

 

(Meeten Nasr)

 

La cappella degli appestati a Cologno Monzese

Ci sono dei piccoli gioielli artistici ovunque in Italia. La nostra patria,ovunque si vada o si girino gli occhi,nasconde qualcosa da vedere.E’ forse per questo che i divi di Hollywood impazziscono per la penisola e siamo sempre pieni di turisti.

Questo microarticolo,che apre una serie dedicata a Milano e zone limitrofe,é dedicato a piccole cose non famose che si incontrano a caso per strada.Continua a leggere…

Una poesia di Francesca Matteoni

La neve nei giardini delle fate

è fatta di minuscoli animali

che scendono con ali trasparenti.

E a volte se restiamo ben attenti

ai cieli iridescenti ed irreali

qui anche li vedremo scivolare

smarrirsi sulla via delle correnti.

Cavalli che ci stanno in una mano.

Aquile, falchi, un gufo e un pellicano.

Le volpi bianche del mondo polare.

Cervi, cani, scoiattoli, leoni

fioccano lentamente tutto intorno.

E brilla forte in mezzo l’unicorno.

 

Scampolo e Patchwork

Entra un signore un po’ in là con gli anni e dice che è proprio curioso di leggere quel libro in vetrina, quello sulla spia che, lo sa Dio come ha fatto, ha “mutato il corso della seconda guerra mondiale”. Almeno uno all’anno di libri così se ne pubblicano ancora: hanno preso il posto di quelle “meraviglie della natura” e di quell’”incredibile vita dei selvaggi” che scienze naturali e antropologia sfornavano per gli stupori rattenuti della borghesia ottocentesca.
Quanto costa? Prende il libro in mano, lo gira e constata, “Ah, pochissimo. Bene, lo prendo”. Giunto alla cassa, tuttavia, apre il portafoglio e lo trova vuoto che più vuoto non si può. “Ah, qui c’è qualcuno che attinge”, sorride. Figli, nipoti birichini. Va be’, ripasso domani.
Ma no – a questo punto i librai si inteneriscono – vuol scherzare? Lei abita qui nei dintorni, ci vediamo tutti i giorni, figuriamoci, si prenda pure il libro, ce lo pagherà domani, non si preoccupi.

Ora è domani. Il signore in questione è proprio davanti alla vetrina, sorride beato, interessatissimo ad ogni titolo. Il libraio si fa piccolo piccolo: facendosi vedere, non vorrebbe significargli esazioni. Si nasconde dietro la cassa e dietro lo schermo del computer. Fra un attimo la porta si aprirà e il debito sarà saldato.Continua a leggere…