Un racconto e una poesia di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo

 

 

Continua a leggere…

Annunci

Venezia prima dei gabbiani

A Venezia ogni ponte è un nodo. Valicalo con avvertimento e finirai sull’altra sponda.

Venezia è la città che rimane implicita, sottintesa ad ogni discorso possibile sulla città. Essa esiste in virtù d’un tacito e condiviso paradosso, una congiura di fedelissimi, una cospirazione d’anime consenzienti; su di esse si regge e si sostiene come su insulae portanti.

Venezia non conosce fondamento, solo profonde radicazioni paleolitiche, su cui si erge come su trampoli il saltimbanco. Venezia è instabile ed equilibrista. Le calli di pietra su cui cammini posano in realtà su un fiume ctonio. Tienilo presente.Continua a leggere…

Italia-Malta:cronaca del rimbambimento giornalistico

Ieri a Modena si é svolta la partita valida per le qualificazioni mondiali Italia-Malta vinta per 2-0 dagli azzurri.Qualcosa é stato distribuito ai giornalisti sportivi durante questa partita altrimenti il tenore di certe dichiarazioni non si capirebbe proprio.

Partiamo dai mitici commentatori RAI che in diretta sciorinano le solite statistiche a partita appena iniziata.

“Quattro precedenti tra le due squadre…bla bla bla…storico il 6-1 di Palermo…bla bla bla…” e la cronaca continua.Il risultato citato dal giornalista si riferisce ad una partita valevole per le qualificazioni ai mondiali di USA ’94.In realtà il risultato davvero storico si ebbeContinua a leggere…

Il caffè

Leggevo il giornale lì, al tavolino, sola. Un’intera giornata vuota di fronte a me. Torino era perfetta. Il cielo e le nuvole guardavano tutto senza scomporsi né esprimere alcun parere. Il silenzio bianco scendeva sulle dieci del mattino. Il vento e le foglie verde bottiglia, verde smeraldo, verde chiaro salutavano il deserto di fine agosto. Le prime persone tornavano in città, ma nessuno se n’era accorto, nessun rumore.Continua a leggere…

L’incontro

I martedì rotolavano incollati ai lunedì e ai mercoledì, e un martedì di una certa settimana decisero di incontrarsi.

Dopo tanti anni. Nella stessa città. Sul luogo del piccolo caffè che ormai non c’era più.

Come la loro antica giovinezza. E come allora si guardarono e non parlarono subito.

Come riassumere quel correre di anni?

Muovendosi, parlando, cercandosi.

Eppure erano ancora lì, anche se altre persone li avevano avvicinati, ci avevano convissuto, li avevano salutati.

Ed era nato quel loro viaggio, come allora.

 

(Paolo Lezziero)

 

(consiglio per un possibile ascolto durante la lettura: http://www.youtube.com/watch?v=sjEB_EaxE84)