Saba

Berretto pipa bastone, gli spenti

oggetti di un ricordo.

Ma io li vidi animati indosso a uno

ramingo in un’Italia di macerie e di polvere.Continua a leggere…

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Teste di….

ImageQuesta storia ha inizio durante una calda estate del 1984. Ci troviamo a Livorno dove si é deciso di allestire una mostra su Amedeo Modigliani che, cento anni prima, era nato proprio in quella città. Il Museo Progressivo di Arte Moderna (che ora non esiste più) decide di puntare sul Modigliani scultore e di esplorare questo lato dell’artista poco sconosciuto. La cura dell’evento viene affidata a Vera Durbé, la conservatrice del museo, e a suo fratello Dario, sovrintendente alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.

Torna così alla mente una leggenda che gira da anni a Livorno. Sembra infatti che Modigliani, nel 1909, mostrò delle sculture da lui realizzate ad amici e concittadini. Sbeffeggiato e offeso dal giudizio di chi le vide, colto dalla rabbia, il buon Amedeo prese le sue opere e le gettò nel fosso Reale, nel tratto compreso tra il Mercato delle vettovaglie e la Chiesa degli Olandesi. Si comincia così sulla base di queste voci di popolo a dragare il canale alla ricerca di quella che potrebbe essere una scoperta sconvolgente per il mondo dell’arte e della cultura.Continua a leggere…

Pastello

ma come può un coniglio

fare il prato più verde

una strada ferrata

una stazione di mattoni rossi

nascondersi fra colline di robinie

per farle più spinose e più robinie

soprattutto questo odore di foglie nuove

ma come può?

come è possibile

che tutto un mondo si colori di mattino

se vi tengo per mano

 

(Luciano Erba)

Il diurno Venezia

ImageChi passeggia in piazza Oberdan a Milano, vicino ai bastioni di porta Venezia, dove ci sono quei chioschi che vendono libri e fumetti usati, dovrebbe sapere che sotto i suoi piedi si trova un albergo diurno.

Cleopatro Cobianchi, imprenditore italiano degli anni ’20, ebbe l’idea di riunire in un solo luogo barbieri,parrucchieri,docce,bagni,cura delle mani e altri servizi per l’igiene e la cura della persona. Nacquero così in tutta ItaliaContinua a leggere…

I poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

 

(Alda Merini)

Abbandono in miniatura

ImageCi siamo occupati molte volte (e ci occuperemo ancora) di paesi,posti,luna park abbandonati. E’ una fissa ma i luoghi lasciati soli a sé stessi esercitano,volenti o nolenti,un’attrazione magnetica. Sarà perché evocano mistero e fascino, sarà perché sembra che aleggino ancora fantasmi e presenze, sta di fatto che i luoghi dimenticati sono sempre sotto l’attenzione di molti curiosi ed appassionati.

Oggi parleremo Continua a leggere…