Molte volte mi è capitato di scoprire…

Molte volte mi è capitato di scoprire,

girando per il mondo, che mi mancano parole. Mi è capitato

di vedere bei paesaggi, bei volti. Ma mi è capitato pure

di vedere angosce, ferite, paure, e di non riuscire.

Di non avere l’occorrente per rappresentarle.

Rimanevano cose senza parole. Così ho capito

che la mia lingua è nuda. Che sto come un balbuziente

dinanzi a un mare ineffabile che rimbomba

rimbomba,

rimbomba,

rimbomba,

senza fine.

(Nikiforos Vrettakos)

Il gorgo della materia

diventa un esploratore di spazi destinati al divenire il vivente

quando lascia le terre dell’acqua per raggiungere l’infinito patire

dov’è in questione l’errare oltre che l’esistere a malincuore

nella sua inclinazione all’esilio che è propria dell’essere umano

così com’è manifesto il destino di cui si fa portatrice la vita

nel richiedere a ogni passo un progressivo attenuarsi della luce

 

(Flavio Ermini)