Sul campanile del duomo di Modena…

Sul campanile del duomo di Modena

una targa commemora i partigiani caduti;

di ognuno un piccolo ritratto.

Poche le donne

e i miei occhi sostano negli occhi di Delia,

il primo ritratto in basso a sinistra,

con indicazione Classe 1925.

Bruna, bella, avevi la mia età.

Se ti avessi incontrata ti avrei amata

malgrado militassimo in trincee opposte.

Ora saremmo anziani,

io felice di amarti ancora,

di non avere amato che te

 

(Gustavo Tomsich)

da “Sale e tabacchi” di Piero Chiara

Noi non pensiamo mai che tutto ciò che del passato ci delizia, musica, poesia, pittura, fu concepito ed eseguito nel freddo. Il Petrarca si svegliava nel gelo della sua cameretta per correggere un verso; e morendo lasciava all’amico Boccaccio una veste di lana perché potesse coprirsi quando vegliava sui libri. Il Vico studiò e meditò dentro le fredde stanze di Vatolla, nel Cilento nevoso. Il Parini scriveva in una gelida soffitta, Bach, Mozart, Vivaldi e Scarlatti composero coi piedi sullo scaldino, i mezzi guanti alle mani e le coperte sulle spalle. Tutto ciò che abbiamo di buono e di grande, fino a cinquant’anni fa, venne alla luce del mondo dall’invincibile freddo degli inverni e delle mezze stagioni. Tanto che spesso mi vien fatto di pensare che se più nulla di veramente importante in quei campi si produce, forse è colpa del riscaldamento centrale.

Una bela giornada

DE SIMONE WAXCon ’sta bela giornada,

’ver qualchidun, bonora dopopranzo,

de far ’na caminada.

Una bona putela,

che za se conossèssimo de tanto,

che de ela, una volta,

mi fussi sta un pocheto inamorado.

Ciacolar par la strada,

parlar de qualchecossa, boni boni,

co’ ’sto bel sol e un ventisel ’gni tanto

che vigniria d’i monti.

E po’ fermarse un poco,

sentadi al ’verto, ’n una ostarïeta

che no’ ghe xe che l’osto,

la pòvara muleta

che ne porta el vin bianco,

e el can, che vien vardar

zito zito ogni tanto

e, sèrio, torna via:

co’ drio i monti co’ la ferovia

e soto grando el mar.Continua a leggere…

Villapizzone

VILLAPIZZONE WAXSulla carta si sbizzarrisce il mio cuore,

per cui mi inoltro con Alberto

nel mondo antico di Villapizzone.

 

«Ma com’è vasto il cielo»,

mi ha detto guardando oltre la torre intatta

e le rovine più scheletrite.

Costeggiando il gasometro

ci siamo chiesti: «Ma è vetro azzurro

o sono nude geometrie?»Continua a leggere…