Una poesia di Nicola Bultrini

Che bello se vi potessi tutti aiutare

anche in segreto, nelle piccole cose.

Prendi ad esempio un dolore qualsiasi

la casa che manca, l’abbraccio negato

le rate da pagare.

 

Non vedi come tutto va in rovina

la terra che si lacera perduti i confini.

Certo, mi sarebbe di grande aiuto

sapervi tutti amare, considerare la nostra semenza

la vita contagiosa, l’amore che ci appartiene.

 

Sarebbe bello tenervi tutti in petto

portarvi nella terra dei giganti

venuti al mondo come conchiglie

e per il mondo destinati a camminare.

 

Tutto sembra desiderabile, ma io

non vedo più niente, allora mi rimetto

nelle mani del Signore.

 

Però anche voi salvatemi amici cari

prima di partire in questa torrida stagione.

E poi magari ci ritroviamo a raccontare

più leggeri, a fine estate.

 

 

Poesia tratta da:

http://www.letteratura.rai.it/articoli/indediti-dautore-nicola-bultrini/19246/default.aspx

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da “Danubio” di Claudio Magris

Danubio-MagrisAl letterato consapevole di essere, in quanto tale, uno stupido, sia dunque concesso, in virtù di quest’autocoscienza dello spirito che sa di non realizzarsi, di coltivare la sua passione per le parole scritte, che lo aiutano a tirare avanti, di nutrirsi, come un personaggio di Jean Paul, di vecchie prefazioni, programmi, locandine, necrologi, avvisi; e di scrivere come gli viene, acchiappando immagini e periodi come può. Quando il taccuino è ricoperto di scarabocchi, l’anima è più tranquilla, fischietta con noncuranza il tempo che passa.

Quando sentite rincrescimento di fare una cosa…

Quando sentite rincrescimento di fare una cosa, non mettete tempo in mezzo, fatela subito. Appena l’avrete fatta proverete una consolazione che vi compenserà dello sforzo fatto per vincervi.

Quando vi sentirete preso dall’infingardia, annoiato, rincrescevole a voi stesso, ponetevi subito a lavorare, massime intorno a cose che possiate finire. La coscienza di qualche opera compita vi ravviverà, vi rimetterà di buon umore.

Quando siete oppresso dal numero delle cose da farsi, non perdete tempo in lamenti, e non vi abbattete. Ponetevi subito a farne qualcuna, la prima che viene, e poi un’altra e un’altra. Dopo poco tempo, la coscienza delle cose fatte e il numero diminuito di quelle da farsi, saranno per voi un conforto.

 

(Raffaello Lambruschini)

Avere voglia di fare ed aver disposizione a saper fare…

Avere voglia di fare ed aver disposizione a saper fare, e nondimeno avere ad aspettare l’occasione per poter ben fare, è cosa da uomo e di gran pazienza e di gran saviezza. Perciocché colui che è savio, sa che l’occasione nasce fuor di lui e bisogna aspettare che ella venga. E se alcuno vuole operare avanti che ella sia venuta non è savio, e tenta quello che non gli può riuscire. E quando alcuni si vantano di saper far nascere l’occasione, mostrano di non sapere che cosa sia propriamente occasione. Perciocché quando per vie ingegnose si può far nascere alcuna cosa, è arte e non occasione, venendo l’occasione sempre fuori del potere e dell’arbitrio nostro. E ancorché ella si mescoli con quello che si può, è nondimeno differente e di differente ragione. Vero è che i valenti uomini poiché è venuta se la fanno loro. E il mondo nelle lodi e nell’onore la riconosce meritamente per loro, perciocché l’occasione ha bisogno del giudicio dell’uomo in saperla pigliare a tempo. Solendo nuocere altrettanto l’anticipazione quanto l’indugio.

 

(Giovan Francesco Lottini)