Lavavetri

hotel-insonnia-176x300E di nuovo cigola il ponteggio

lassù dove convergono tutti i nostri pensieri:

stordito, appeso

a una cinghia di pelle,

 

venti piani più in alto

nel freddo di un tardo novembre

a grattare via sudiciume

dal vetro, dalle molte finestre

 

che non c’è modo di aprire,

cristalli fumé che riflettono nubi

simili a statue equestri,

a liberatori spettrali dalle sciabole alzate

 

davanti a questi uffici bui

e alle loro anonime moltitudini

chine su un giorno

di lavoro mirabilmente inutile.

 

(Charles Simic)