Ma che ne sanno loro

Tutti dicono che la seconda media è 

senza dubbio una classe importante 

uno snodo un bivio un crocevia 

e tanti altri mille “così sia”, ma io 

c’ho il dubbio (la certezza veramente) 

che nessuno in realtà ne sappia niente. 

Il buco per spiare le ragazze (manca 

ancora un po’ a finirlo, ma per la terza

ce la potremmo fare), la segatura in terra 

quando piove, il secchione che lo facciamo 

cambiare sul termosifone e poi ci pentiamo 

e il pentimento ci va su per la schiena 

come un ragno, una vergogna con la voglia 

piena di chiedere scusa. E quegli spiantati 

dei professori, la Guenzi zitella matematica, 

la Banfi che sotto sotto ama la poesia 

e la Carolini di francese, elegante come fosse 

sola a Parigi, ai giardini, tutti quanti in attesa 

che un qualcuno li prenda su e li porti 

al liceo, magari un santo, un prelato o 

almeno una corriera. E ancora le mani alla gola 

e l’alba dai vetri, e certi giorni fuor di dubbio 

un po’ tetri, lo stomaco chiuso talvolta 

per la colazione, i fischi in cortile, la neve, 

la febbre, l’interrogazione. Parlano tutti 

ma nessuno sa niente – è così che mi pare 

                                 usa fare la gente. 

(Valentino Ronchi, da “Un quaderno nuovo”, illustrazioni di Alessandra Lazzarin, Topipittori 2025)