Estraneo

Se tu estraneo guardassi

di un fiume le pietre,

di una pianta le radici

(quand’esse chiedono),

piangeresti per averlo fatto.

Ma se guardi me

che se chiedo non mi ascolto,

se mi guardi e cerchi,

e frughi bene ove son certa di custodire

qualcosa, qualcuno,

ecco che stupito rideresti.

Per tanto vuoto.

 

(Laura Nobile)

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In questo tipo di società…

«In questo tipo di società – parlo della nostra, in definitiva –, pagano i distratti, gli imbranati, i maldestri e gli sfortunati. I solitari stessi sono più messi al bando di quanto non se ne possano avvedere. Pagano tutti costoro, tanto da esser pregiudizialmente assimilati alla categoria dei cretini che, ricevendo una metaforizzazione unilaterale, sono additati al pubblico disprezzo come ostacoli all’ideologia ottimistica del razionalismo. L’olio necessario al meccanismo della mobilità sociale è costituito dall’efficienza obbediente. A chi non rientra in questi ranghi di mediocrità individuale l’autorità dedica vigili esorcismi – in forma di feroci repressioni istituzionali, se dopo il fatto, e in forma di barzelletta o di narrazione esemplare, in via preventiva.»

 

(Felice Accame)