da “Tonio Kröger” di Thomas Mann

Hai poi letto il Don Carlos, Hans Hansen, come mi avevi promesso al cancello del tuo giardino? Non farlo! Non te lo chiedo più. Cosa t’importa del re che piange perché è solo? I tuoi occhi chiari non devono offuscarsi e velarsi di sogno per essersi smarriti nei versi e nella malinconia… Essere come te! Incominciare di nuovo, crescere simile a te, onesto, semplice e lieto, conforme alle regole e all’ordine e in armonia con Dio e con gli uomini, ed essere amato dai felici e dagli innocenti, e prendere per sposa te, Ingeborg Holm, e avere un figlio come te, Hans Hansen, – vivere libero dalla maledizione della conoscenza e dal tormento della creazione, amare e lodare in beata normalità… Incominciare di nuovo? Ma non servirebbe a niente. Sarebbe tutto come prima, – e tutto ricomincerebbe com’è già stato. Poiché alcuni smarriscono necessariamente il cammino perché una strada giusta per loro non esiste.

Annunci

da “Il colore della luna” di Alkioni Papadaki

– Ho un sacco di sogni. Cerco un sacco di risposte. Mi sento soffocare. Tu non puoi capirmi…

– Ha riempito la stanza di libri. Non basta che non abbiamo spazio per noi, siamo diventati la biblioteca nazionale. Tutti i soldi li spende lì. Dal cartolaio. E cosa crede di trovare, eh? Si confonde di più. Questo fa. Le cose sono semplici, se non cominci a rivangare. Gli uomini nascono, crescono, costruiscono il loro patrimonio, la loro famiglia, invecchiano, se fanno in tempo, e tanti saluti. Una sola è la strada di Dio. Cos’hanno da insegnargli di più i libri? – diceva esasperata la mamma.

– Sono molte le strade di Dio, mia cara. Non dire così – interveniva la signora Dèspina.

da “L’anitra selvatica” di Henrik Ibsen

– Ma guarda! Sicché, anche Hjalmar Ekdal è un malato?

– In questo mondo, purtroppo, siamo quasi tutti malati di qualche cosa.

– E qual è la cura che lei adopera per Hjalmar?

– La mia solita cura: cerco di tener viva in lui la fiamma delle illusioni vitali.

– Le illusioni vitali?… Forse ho inteso male.

– No, no, ho detto proprio così: le illusioni vitali. Perché – veda – in esse risiede lo stimolo ad agire.