Conoscerò qualcosa
della tua infanzia. Ti porterò ai giardini,
ti guarderò giocare, in quel breve tratto
confuso ed amorevole, dove i vecchi e bambini
possono stare accanto.
Non saprò, invece,
della tua adolescenza: avrò varcato l’ultima
soglia e così mi sarà risparmiato
scoprire in quale modo mi diverresti straniera.
Mentre vivrai la tua vita, ti accorgerai
un giorno (con sorpresa) che anch’io vissi la mia?
Non farà differenza: sarò lontana
allora ed irrecuperabile.
E tuttavia, se avverrà che in futuro
un pensiero fugace ti traversi,
abbi di me pietà, ti prego –
anche senza comprendermi.
(Margherita Guidacci)




