
Da “Le parole esposte – fotostoria della poesia italiana del novecento”, Crocetti Editore 2002.

Da “Le parole esposte – fotostoria della poesia italiana del novecento”, Crocetti Editore 2002.
Se adesso fossi Enea che fugge
per la statale 46 del Pasubio
da Vicenza in fiamme, con le cataste
di piante che ardono nei quartieri,
i tavoli e i letti, i comò e le credenze,
da un angolo di storia che puzza
come una friggitorìa e i camioncini
di morti che vanno e vengono,
e i bambini che guaiscono come cani
afferrati alla gola, e vecchi malfermi
sulle gambe con le nuore stremate
sotto lerci mantelli, se fossi Enea, ripeto,
costretto a cercare mio padre
come se fosse l’ultima azione sensata
della mia vita, non penserei di fondare
un domani un’altra città, ma cercherei
soltanto di salvare la pelle mia e degli altri,
e mai mi verrebbe in mente di essere
in un poema, ma in un disastro causato
da idioti, tutti appartenenti, senza
distinzioni al genere umano.
(Paolo Lanaro)


Da “Le parole esposte – fotostoria della poesia italiana del novecento”, Crocetti Editore 2002.
Tutti dicono che la seconda media è
senza dubbio una classe importante
uno snodo un bivio un crocevia
e tanti altri mille “così sia”, ma io
c’ho il dubbio (la certezza veramente)
che nessuno in realtà ne sappia niente.
Il buco per spiare le ragazze (manca
ancora un po’ a finirlo, ma per la terza
ce la potremmo fare), la segatura in terra
quando piove, il secchione che lo facciamo
cambiare sul termosifone e poi ci pentiamo
e il pentimento ci va su per la schiena
come un ragno, una vergogna con la voglia
piena di chiedere scusa. E quegli spiantati
dei professori, la Guenzi zitella matematica,
la Banfi che sotto sotto ama la poesia
e la Carolini di francese, elegante come fosse
sola a Parigi, ai giardini, tutti quanti in attesa
che un qualcuno li prenda su e li porti
al liceo, magari un santo, un prelato o
almeno una corriera. E ancora le mani alla gola
e l’alba dai vetri, e certi giorni fuor di dubbio
un po’ tetri, lo stomaco chiuso talvolta
per la colazione, i fischi in cortile, la neve,
la febbre, l’interrogazione. Parlano tutti
ma nessuno sa niente – è così che mi pare
usa fare la gente.
(Valentino Ronchi, da “Un quaderno nuovo”, illustrazioni di Alessandra Lazzarin, Topipittori 2025)

Tutto quello che si colora di rossonero ci fa tornare bambini
SOGNI CUCITI A MANO. Via Ciaia, 6 Milano - 02/89070718 - calcio@calcioretro.it - orari negozio : lun.15/19.30 - mar.sab. 9.30/13 e 15/19.30
Oltre al duomo c'è altro....
Just a wax blog...