nella fossa comune riposa la mia classe
siamo senza identità massa collettiva sparire senza lasciare traccia
ritornare nel ventre della natura fertilissima come è
ed ecco le tombe belle gli stupidissimi angeli
le cosiddette arti ricche dei ricchi
un bello molto cerimonioso fiammeggiante come è
il gioco delle belle statuine con le smorfie più cerimoniose
i vescovi con le bianche mitre sacrati e lucidati dall’olio santo
bene nutriti e tranquilli per grazia efficace e divina provvidenza
fare di tutta questa disperazione la nostra gioia
con molta dolcezza tutto questo sparisce
per scrivere senza cerimonie occorre intelligenza fuori del comune
la fine del modello può essere simboleggiato
con il capovolgimento di tutti i valori
per tessere con questo linguaggio i nuovi inizi
è necessario che la tenerezza delle pulsioni svolazzi sulle carte
solo per allucinazione potrai scorgere in quello che scrivo
la palpitazione dei nuovi eventi
(Luigi Di Ruscio)


